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Percorso



Aumentano le persone con demenza, ed anche l'aspettativa che le decisioni sull'assistenza siano prese in collaborazione tra coloro la cui patologia sta entrando nella fase terminale e le loro famiglie, la cui responsabilità perciò aumenta.

Per analizzare l’evidenza sui bisogni di supporto decisionale dei non professionisti che assistono persone con demenza allo stadio terminale, tra il 2000 e il 2016 è stata condotta una revisione investigativa rapida delle pubblicazioni valutate da ricercatori qualificati, che includevano tutte le strutture sanitarie ed il domicilio.

Sono stati consultati 6 database (CINAHL, MEDLINE, EMBASE, BNI, PSYCHINFO, Web of Science) e sono stati esaminati tutti i [...]

Leggi tutto: Il processo decisionale da parte dei familiari...

Le conversazioni sugli obiettivi assistenziali dovrebbero essere una parte normale dell’attività di un infermiere.

Questi scambi sono fondamentali per capire quali tipi di trattamenti i pazienti desiderano al termine della vita. Negli ultimi 50 anni vi è stato un significativo sviluppo delle linee di condotta relative alla pianificazione anticipata delle cure, che comprendono il rimborso per queste conversazioni. In questo testo si discute di pianificazione anticipata nel contesto dello sviluppo delle linee di condotta, degli attuali requisiti per il rimborso, delle difficoltà per i pazienti ed i sanitari e delle risorse per lo sviluppo delle competenze.

Sebbene importanti, le conversazioni sugli obiettivi assistenziali sono spesso evitate dai pazienti, dalle famiglie e dai sanitari fino a quando non sono assolutamente necessarie. Una comunicazione inadeguata sulle preferenze relative all’assistenza sanitaria può far ricevere ai pazienti cure che non desiderano.

Lo sviluppo delle linee di condotta relative alle direttive anticipate sulle cure ha tentato di sanare questo problema. Lo scopo di questo articolo è [...]

Leggi tutto: Conversazioni sulla pianificazione anticipata...

È difficile identificare gli anziani con una malattia grave (con un’aspettativa di vita inferiore ad un anno) che possano beneficiare di conversazioni sulla loro grave malattia o di altri interventi di cure palliative nel reparto di pronto soccorso.

Per valutare il rendimento della "domanda a sorpresa" sui medici di pronto soccorso nel prevedere la mortalità a 12 mesi, si è chiesto loro: "Sarebbe sorpreso se questo paziente morisse nei prossimi 12 mesi?". Il paziente in oggetto aveva ≥65 anni ed era [...]

Leggi tutto: La "domanda a sorpresa" fatta ai medici di...

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Redazione: Daniela Cattaneo, Emanuela Porta, Lea;  

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