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Il dolore è una caratteristica comune dell'infanzia e dell'adolescenza in tutto il mondo e per molti giovani quel dolore è cronico. Le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per il trattamento farmacologico del dolore persistente dei bambini riconoscono che il dolore nei bambini è uno dei principali problemi della salute pubblica in molte parti del mondo. Mentre nel passato il dolore veniva in gran parte ignorato e spesso non veniva trattato, le idee sul dolore dei bambini sono cambiate nel tempo e il sollievo dal dolore è ora considerato importante.

È stata progettata una serie di sette revisioni sul dolore cronico non oncologico e sul dolore oncologico (prendendo in considerazione gli antidepressivi, i farmaci antiepilettici, gli antinfiammatori non steroidei, gli oppioidi ed il paracetamolo) al fine di esaminare le evidenze del dolore dei bambini con l’utilizzo di interventi farmacologici.

La malattia cronica (e il dolore ad essa associato) è una delle maggiori preoccupazioni per la salute, come principale causa di morbilità nel mondo odierno. Il dolore cronico (cioè il dolore che dura tre mesi o più) può insorgere nella popolazione pediatrica in [...]

[...]  una varietà di classificazioni patofisiologiche (nocicettivo, neuropatico o idiopatico) causato da: condizioni genetiche, dolore da danno nervoso, dolore muscoloscheletrico cronico e dolore addominale cronico, così come per altri motivi sconosciuti.

Gli antidepressivi sono stati usati negli adulti per alleviare il dolore e nella gestione del dolore sin dagli anni '70. La valutazione clinica su un uso prolungato nel corso di molti anni è che gli antidepressivi siano utili per alcuni sintomi di dolore neuropatico e che gli effetti sul sollievo dal dolore siano separati e diversi dagli effetti sulla depressione; per esempio, gli effetti degli antidepressivi triciclici sul dolore possono verificarsi a dosi diverse, e spesso inferiori, rispetto a quelli sulla depressione. L'amitriptilina è uno dei farmaci più comunemente utilizzati per il trattamento del dolore neuropatico nel Regno Unito.

Per valutare l'efficacia analgesica e gli effetti collaterali degli antidepressivi usati per trattare il dolore cronico non oncologico in bambini ed adolescenti di età compresa tra la nascita e i 17 anni, in qualsiasi contesto, è stata compiuta una ricerca sul Cochrane Central Register of Controlled Trials (CENTRAL) tramite il Cochrane Register of Studies Online, su MEDLINE ed Embase tramite Ovid dall'inizio al 6 settembre 2016. Sono stati consultati anche gli elenchi di riferimento delle ricerche e delle recensioni recuperate e i registri online di studi clinici.

I criteri di selezione comprendevano gli studi randomizzati controllati, con o senza accecamento, per qualsiasi dosaggio e via di somministrazione, per il trattamento del dolore cronico non oncologico nei bambini e negli adolescenti, confrontando qualsiasi antidepressivo con un placebo o una sostanza attiva.

Due revisori hanno valutato in modo indipendente gli studi per l'ammissibilità. Si è pianificato di utilizzare dati dicotomici per calcolare il rapporto di rischio e la quantità necessaria per il trattamento di un evento aggiuntivo, utilizzando i metodi standard. Le evidenze sono state valutate utilizzando GRADE e sono state create tre tabelle "Riepilogo dei risultati".

Sono stati inclusi quattro studi per un totale di 272 partecipanti (dai 6 ai 18 anni di età) che avevano avuto un dolore neuropatico cronico, una sindrome di tipo 1 da dolore regionale complesso, una sindrome da intestino irritabile, un dolore addominale funzionale o una dispepsia funzionale. Tutti gli studi erano di piccola dimensione.

Una ricerca ha esaminato l'amitriptilina a confronto con il gabapentin (34 partecipanti), 2 ricerche hanno esaminato l'amitriptilina rispetto al placebo (123 partecipanti) e un’altra ha esaminato il citalopram rispetto al placebo (115 partecipanti). A causa della mancanza di dati disponibili non è stato possibile completare alcuna analisi quantitativa.

Il rischio di distorsione per i 4 studi inclusi variava, a causa di problemi con la randomizzazione e l'occultamento delle allocazioni (rischio da basso a non chiaro); l’accecamento dei partecipanti, del personale e dei valutatori dei risultati (rischio basso o non chiaro); la segnalazione dei risultati (rischio da basso a non chiaro); e la dimensione delle popolazioni dello studio (alto rischio). Gli ambiti rimanenti, il logoramento e altre potenziali fonti di distorsione, sono state valutate a basso rischio.

Nessuno studio ha riportato gli esiti primari stabiliti per questa ricerca, di sollievo dal dolore, riferito dai partecipanti, del 30% o superiore oppure del 50% o superiore (evidenze di qualità molto bassa). Nessuno studio aveva dati relativi al Patient Global Impression of Change (evidenze di qualità molto bassa). La qualità complessiva delle prove (punteggio GRADE) è stata valutata come molto bassa. La qualità delle evidenze è stata abbassata di tre livelli a molto bassa perché non c'erano evidenze a sostegno o confutazione.

Riguardo agli esiti secondari, tutti gli studi hanno analizzato gli effetti collaterali, con pochissime segnalazioni (11 su 272 partecipanti). Tutti gli effetti collaterali, tranne uno, si sono verificati nei gruppi di trattamento attivo (amitriptilina, citalopram e gabapentin). Gli effetti collaterali in tutti gli studi, con trattamenti attivi o nei gruppi di confronto, sono stati considerati come una reazione lieve, come nausea, vertigini, sonnolenza, stanchezza e disturbi addominali (evidenze di qualità molto bassa). Ci sono stati anche pochi abbandoni a causa degli effetti collaterali, di nuovo tutti tranne uno nei gruppi di trattamento attivo (evidenze di qualità molto bassa). Non sono stati segnalati effetti collaterali gravi in nessuna ricerca (evidenze di qualità molto bassa).

C'erano pochi o nessun dato per gli altri risultati secondari della presente ricerca (evidenze di qualità molto bassa). La qualità complessiva delle evidenze (punteggio GRADE) per questi risultati secondari è stata ritenuta molto bassa. La qualità delle evidenze è stata abbassata di tre livelli a molto bassa perché i dati erano troppo pochi ed il numero degli eventi era troppo piccolo per essere significativo.

La ricerca ha identificato solo un piccolo numero di studi con un piccolo numero di partecipanti e dati insufficienti per l'analisi. Poiché non è possibile effettuare alcuna meta-analisi, non si possono esprimere commenti sull'efficacia o sui danni derivanti dall'uso degli antidepressivi per il trattamento del dolore cronico non oncologico nei bambini e negli adolescenti. Allo stesso modo, non si possono commentare gli altri risultati secondari: il Carer Global Impression of Change; la necessità di analgesia di soccorso; la durata e la qualità del sonno; l’accettabilità del trattamento; la funzionalità fisica e la qualità della vita.

Ci sono evidenze in studi controllati randomizzati su adulti che alcuni antidepressivi, come l'amitriptilina, possono fornire sollievo dal dolore in alcune condizioni di dolore cronico non oncologico. Non ci sono evidenze in studi randomizzati controllati per supportare o rifiutare l'uso degli antidepressivi per trattare il dolore cronico non oncologico nei bambini o negli adolescenti.

via all'articolo originale: ANTIEPILEPTIC DRUGS FOR CHRONIC NON-CANCER PAIN IN CHILDREN AND ADOLESCENTS - Tess E Cooper, Cochrane Pain, Palliative and Supportive Care Group Published Online: 5 AUG 2017

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Redazione: Daniela Cattaneo, Emanuela Porta, Lea;  

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