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la cultura del prendersi cura

Percorso



Dagli Indigeni Hoppi

“Questo momento che stiamo attraversando può essere visto come un portale o come un buco e la decisione di cadere nel buco o attraversare il portale dipende da te. Se ti angusti per il problema e consumi notizie per 24 ore al giorno perdi energia e accumuli pessimismo, ma se cogli l’opportunità e l’occasione per guardarti dentro, ripensare la vita e la morte, prenderti cura di te e degli altri, attraverserai il portale. Prenditi cura della tua casa, del tuo corpo, non perdere la dimensione spirituale di questa crisi, diventa come un’aquila che dall’alto vede tutto e più ampiamente. C’è una domanda sociale in questa crisi ma c’è anche una richiesta spirituale. Senza la dimensione sociale cadiamo nel [...]

[...] fanatismo, ma senza quella spirituale cadiamo nel pessimismo e nella mancanza di significato. Sei stato preparato a superare questa crisi, quindi prendi la tua cassetta degli attrezzi ed usa tutti gli strumenti a disposizione. Non sentirti in colpa per sentirti felice in questo particolare momento così difficile, non aiuti nessuno ad essere triste e senza energia; è attraverso la gioia che si resiste. Inoltre, passata la tempesta, sarai molto importante nella costruzione del nuovo mondo. Devi stare bene ed essere forte. E per questo non c’è altro modo che mantenere una vibrazione bella, felice e luminosa. E’ una strategia di resistenza.”

Nello Sciamanesimo esiste un rito di passaggio chiamato ‘’ricerca della visione’’: rimanere qualche giorno nella foresta senza acqua, senza cibo, senza protezione. Quando attraversi questo portale ottieni una nuova visione del mondo perché hai affrontato le tue paure, le tue difficoltà. Questo è ciò che ti è chiesto. Approfitta di questo tempo per esercitare la tua visione e cercare i tuoi rituali. Per ora questo è ciò che puoi fare: calmati, prega, cerca di incontrare il sacro ogni giorno. E canta, danza, resisti attraverso l’arte, la gioia la fede e l’amore….

L’ebraismo

’In Italia’’, come spiega Noemi di Segni, presidente delle Comunità Ebraiche Italiane, ‘’ in seguito alle norme di isolamento e mantenimento della distanza sociale, si è creata naturalmente una grande solitudine fra i nostri fedeli, che sono più abituati a pregare insieme non solo il sabato. Nella nostra religione è particolarmente forte l’esigenza di sentirsi comunità, ma abbiamo comunque cercato di creare una comunità virtuale grazie ai sistemi telematici o via smartphone ‘’( tipo di carne conforme alla legge della Torah).

Tutte le funzioni religiose hanno dovuto cambiare completamente il loro svolgimento anche in Israele dove i festeggiamenti della Pesach (la Pasqua ebraica che cadeva l’8 aprile), si sono svolti ovviamente in modo molto diverso in rispetto all’isolamento sociale imposto anche dal governo Israeliano. I rabbini hanno firmato un ordinamento che ha permesso di celebrare la festa pasquale in video conferenza per permettere alle famiglie di rimanere unite in questo momento difficile ma pur sempre di festa. E’ stato anche raccomandato ai fedeli di non spegnere gli smartphone nel giorno di sabato, come vorrebbe la legge religiosa ebraica, per potere ricevere le notifiche del governo sull’emergenza covid -19. Come già detto anche Israele ha imposto l’isolamento domestico e vietato gli assembramenti di più di 10 persone, che è il numero minimo sufficiente per la preghiera pubblica e collettiva. Le sinagoghe sono naturalmente chiuse, così come le chiese e le moschee. Tutti i credenti sono costretti ad adattare la propria spiritualità ai nuovi tempi. Anche i sostenitori della religione ebraica sono convinti, così come nella quasi totalità di tutte le religioni , che questa crisi sanitaria globale porterà una nuova ‘’autenticità’’ sulla ricerca di una relazione viva con Dio e meno sulla forma e sull’obbedienza diventata quasi passiva sulle sole norme.

La Comunità musulmana

L’Adhan, la chiamata alle cinque preghiere giornaliere, è rimasto invariato, anche se naturalmente si aggiunge alla richiesta di pregare ognuno in casa propria. Gli Iman continuano il venerdì sera a fare i loro sermoni a porte chiuse ed a diffonderli dagli altoparlanti. La monarchia saudita, custode dei luoghi sacri di Mecca e Medina, ha preso una decisione senza precedenti, sospendendo tutti i pellegrinaggi, mentre in Iraq sono stati chiusi i santuari di Najaf  e Kerbala. Anche in Tajikistan, pur se i casi sono ancora pochi, si è corsi ai ripari chiedendo ai fedeli di pregare nelle loro case. Stesso consiglio dato ai musulmani in Cina, Afghanistan e Sud Corea. Negli Emirati Arabi si è ridotto il tempo dell’Azan  preghiera) di 10 minuti.

Provvedimenti simili presi anche in Italia. Sono state sospese tutte le attività religiose. Sul sito web del Consiglio Musulmano Britannico (MBC) le autorità religiose hanno consigliato ai loro fedeli una estrema attenzione all’igiene, mettendo in rapporto l’indicazione con lo stesso messaggio di Maometto e con la tradizione islamica.

DON VIRGILIO COLMEGNA prete Cattolico

Don Virgilio attivo nelle periferie milanesi gestisce una struttura assistenziale. Da una sua intervista, di sabato 11 aprile, ‘’La distanza sociale, crea solitudine ma la solitudine apre alla riflessione’’. ‘’ Da questa crisi non si uscirà come prima. Mi chiedo Dio dove sei? Come dare un senso a ciò che sta succedendo? E’ come pensare a Dio dopo Auschwitz. Dovremo affrontare grandi trasformazioni e per prepararci non ci resta che accumulare silenzio. L’ esperienza nelle periferie mi ha insegnato che nessuno deve essere ai margini. Il valore delle reti sociali, territoriali, della comunità, verrà fuori molto forte dopo questa emergenza. Sarà come dopo una guerra e non è solo una questione di soldi. Ogni giorno si sente sparare una cifra, ora poi si sente parlare solo dell’epidemia, ma ci sono sempre tante altre malattie che non scompaiono. Il virus ci ha fatto scoprire come per incanto che tutte le persone di una certa età soffrono di patologie croniche. Io quando faccio una riunione misuro gli anni degli altri dal numero di pastiglie che devono prendere per il diabete, la pressione o il cuore. Tutto questo dovrà essere rivisto sotto una nuova luce sanitaria. Spero che in futuro, anche se so di essere utopista, si riducano finalmente le spese per gli armamenti e si devolvano per la sanità e la ricerca. Dal punto di vista puramente religioso sto riscoprendo il messaggio del Vangelo. Sto guardando diversamente gli anni che mi rimangono da vivere. Ho 75 anni e ho capito grazie a questo virus che il tempo è limitato. Sono sereno rispetto alla morte. Arriva certamente, ma questo tempo limitato è pieno di eternità. E’ il periodo di Pasqua. La resurrezione entra dentro la morte, dentro il corpo piagato. La resurrezione va vissuta. La morte va vissuta. La fede porta dentro di sè il dubbio, la sfida. La comunità cristiana non è beata. E’ fatta di scossoni, come quello che ci dà Papa Francesco, quando guarda da solo il Crocifisso in piazza San Pietro e prega per il mondo. Avere paura della morte è umano e c’è in ogni credente ed il credente non è un supereroe. Prova per la morte paura ma non angoscia.

 

Testimoni di Geova

Dalla diffusione del coronavirus stiamo seguendo come tutti le disposizioni del nostro governo nazionale: stiamo a casa nostra, non ci vedete suonare ai campanelli e non ci raduniamo nei nostri luoghi di culto. Sosteniamo emotivamente ed individualmente chi lo desidera a non cedere al panico, via telefono, messaggi, lettere o e-mail. Secondo le profezie della Bibbia, che per noi è sacra perché è la parola di Dio, Gesù stesso profetizzò (Luca 21:11): ‘’Ci saranno grandi terremoti ed in un luogo dopo l’altro, carestie ed epidemie’’. Gesù profetizzò in Matteo 24:21,’’la venuta di una grande tribolazione quale non c’è stata dal principio del mondo fino ad ora, né ci sarà mai più’’. Purtroppo le religioni non insegnano più ad avere la speranza nel Regno di Dio. Ma c’è una profezia positiva e piena di speranza. Il profeta Daniele disse: ‘’ al posto di pestilenze, pandemie e morte, tutti godranno salute perfetta e vita eterna. Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e la morte non ci sarà più. Ci sarà abbondanza di grano sulla Terra ed in cima ai monti ci sarà sovrabbondanza. Geova farà cessare le guerre fino all’estremità della Terra. Tutte le persone che amano la pace proveranno squisito diletto nell’abbondanza della pace

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Redazione: Daniela Cattaneo, Emanuela Porta, Lea;  

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