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Per farlo in sicurezza occorre formazione, supporto e un'attenta prescrizione medica

Medici, infermieri e assistenti familiari in tutto il mondo stanno affrontando decisioni difficili riguardo alla fornitura e alla somministrazione di farmaci per gestire i sintomi quando i pazienti muoiono per il covid-19 o altre condizioni, nella comunità o nelle case di riposo.

I cambiamenti alla prassi proposti per garantire un adeguato controllo dei sintomi a fine vita necessitano di un'attenta considerazione unitamente a [...]

[...]  una formazione e un supporto adeguati.

La consulenza aggiornata inglese, inclusa una guida rapida del NICE (National institute for health and care excellence) sulla gestione dei sintomi del covid-19 nella comunità, ribadisce l'importanza di prescrivere anticipatamente i farmaci per il dolore, la nausea e il vomito, l’agitazione e le secrezioni respiratorie. Questi farmaci possono essere somministrati, se necessario, da medici o infermieri in visita, come è già ben stabilito in alcuni paesi. Tuttavia, questa pratica viene revisionata radicalmente in risposta alla pandemia.

Ai medici prescrittori viene ora chiesto di prendere in considerazione la somministrazione di farmaci da parte dei caregiver familiari quando gli infermieri e i medici della comunità non sono disponibili per somministrare i farmaci di fine vita in modo tempestivo. I familiari disposti ad assumere questo ruolo dovrebbero essere adeguatamente formati e supportati in modo responsabile con accesso alla consulenza telefonica 24 ore su 24.  

 

Rischi per i caregiver familiari

Le prescrizioni dovrebbero includere le formulazioni farmacologiche che i caregiver familiari possono somministrare per via orale, sublinguale o rettale, oltre alla via sottocutanea, poiché sono più facili per i non professionisti. Ci sono buone evidenze dell'efficacia delle iniezioni sottocutanee di farmaci come gli oppioidi e il midazolam alla fine della vita. Le vie orale e sublinguale di solito sono molto meno utilizzate, e il loro limitato supporto di evidenza proviene principalmente dall'esperienza professionale e dalle cure palliative pediatriche. Entrambe le vie rettale ed orale con il covid-19 comportano il rischio di trasmettere l’infezione.

Sebbene i familiari somministrino comunemente farmaci preventivi nelle zone rurali dell'Australia, ciò è raro nel Regno Unito e in molti altri paesi. È chiedere molto. I caregiver familiari possono sentirsi in ansia a svolgere compiti per i quali non si sentono preparati o sicuri. Potrebbero avvertire una disarmonia tra il loro coinvolgimento emotivo e questo compito clinico. I medici spesso temono di aver accelerato la morte se un paziente muore poco dopo la somministrazione del farmaco. Questa preoccupazione può essere ancora maggiore per i familiari, e alcuni potrebbero essere preoccupati che ciò equivalga all'eutanasia. Queste tensioni richiedono una spiegazione attenta fin dall'inizio poiché se il parente muore durante la pandemia le famiglie si troveranno ad affrontare queste preoccupazioni mentre sono in lutto nell’isolamento.

 

Erogazione tempestiva

L'aumento della domanda di farmaci per controllare i sintomi influisce anche sulle decisioni di prescrizione. Il dilemma è se continuare a prescrivere farmaci anticipatamente, prima della morte prevista, rischiando di esaurire le scorte della farmacia o ritardarla fino a quando un paziente sta chiaramente morendo. Agire per proteggere le scorte limitate di farmaci a favore di coloro che ne hanno maggiormente bisogno rischia di provocare ritardi nelle cure e concede poco tempo per preparare i caregiver alla somministrazione dei farmaci.

La guida del NICE raccomanda che i farmaci continuino a essere prescritti prima del bisogno, ma in piccole quantità e avverte che i pazienti con il covid-19 possono peggiorare rapidamente, quindi è meglio essere preparati.

Questo consiglio di continuare a prescrivere anticipatamente ma con giudizio i farmaci sembra saggio, a condizione che le scorte dei farmaci rimangano adeguate.

Sarebbe utile se i servizi sanitari della comunità potessero detenere scorte centralizzate dei comuni farmaci per il fine vita, consentendo una rapida prescrizione e distribuzione. Nelle case di riposo, consentire l'uso di farmaci prescritti per un residente per un altro garantirebbe un uso efficiente di ridotte forniture ma richiederebbe modifiche legislative in molti paesi.

La pandemia sta creando notevoli difficoltà all'assistenza di fine vita in tutto il mondo. È fondamentale pianificare e fornire un supporto adeguato ora perché i cambiamenti della prassi nella comunità possano essere sicuri ed appropriati per i pazienti e i loro familiari.

vai all'abstract: Administration of end-of-life drugs by family caregivers during covid-19 pandemic BMJ 2020;369:m1615 doi: 10.1136/bmj.m1615 (Published 24 April 2020) Ben Bowers; Kristian Pollock; Stephen Barclay

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Redazione: Daniela Cattaneo, Emanuela Porta, Lea;  

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