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Percorso



Anche io vorrei condividere con voi la mia esperienza in questo momento davvero surreale della nostra vita.

Sono medico, lavoro in un hospice della provincia di Brescia (una delle province più colpite in Italia).

La mia storia inizia con il weekend per me lavorativo di carnevale quando già è stata resa nota la presenza del virus in Italia: al mattino sulle scale incontro una collega del Ps che si dice preoccupata della possibile elevata affluenza durante la giornata di persone in PS in conseguenza della notizia dell’infezione legata al COVID. Invece quel weekend è tranquillo, non si nota nulla di nuovo, io scendo anche in PS dove nessuno mi fa indossare e nessuno indossa una mascherina chirurgica.

Il lunedì come sempre mi reco al lavoro e scopro che dobbiamo utilizzare [...]

Leggi tutto: Riflessioni in prima linea

Sono un sanitario, uno di quelli a cui viene fatto, dopo circa 1 mese e mezzo dall'inizio della pandemia, il tampone di screening (un mese e mezzo!!!).

Sono al lavoro, sto benissimo, non uno starnuto, un colpetto di tosse, nessun dolore osseomuscolare, niente di niente; eppure vengo richiamata dalla direzione ed informata che il mio tampone è positivo, ho il covid 19.

Mi viene detto di andare a casa e mettermi in isolamento, ma io a casa non sono sola! Vivo con altre persone e tra questi qualcuno che è anche definito 'soggetto molto a rischio'. Sono una persona che sa razionalizzare, forse anche troppo, che pensa sempre in maniera [...]

Leggi tutto: L'isolamento fiduciario

È una domenica di sole a San Francisco mentre gestisco in ritardo alcuni appunti e il Covid-19 spazza il pianeta. È programmato che parli in altri 10 stati nelle prossime settimane e, in quanto medico sano di mezza età di un’area con un numero crescente di infezioni, ho la probabilità di essere sia un vettore che una vittima. Nelle prossime 48 ore, io o gli organizzatori annulleremo tutti i miei spostamenti pianificati da tempo. Nel frattempo, controllo ossessivamente le notizie, cercando di decidere il modo più sicuro di agire per me, la mia famiglia, i miei pazienti e i miei simili in tutto il mondo.

Sorprendentemente, ciò che mi dà il più grande imbarazzo non ha nulla a che fare con la pandemia - almeno apertamente. Temo che il recente ricovero in ospedale di una paziente settantenne sia un presagio di ciò che potrebbe accadere [...]

Leggi tutto: Età, complessità e crisi: una ricetta per il...

Questa è una guida per i responsabili e i dirigenti di servizi sanitari che dovranno considerare le esigenze di benessere di tutto il personale sanitario (clinico e non clinico) a seguito dell'epidemia del Coronavirus. Offre raccomandazioni pratiche su come rispondere a livello individuale, dirigenziale e organizzativo con un adeguato utilizzo delle competenze degli psicologi e dei professionisti della salute mentale e anticipa le reazioni psicologiche nel tempo e ciò di cui le persone possono aver bisogno per riprendersi psicologicamente da questa situazione.

 

PRINCIPI PER RISPONDERE BENE PER IL BENESSERE DEL PERSONALE NELLE FASI 'ATTIVE' (vedi tabella 1)

Responsabili e dirigenti, questo è il modo in cui il personale ha bisogno che si agisca ora, con una guida chiara, informazioni chiarificatrici e [...]

Leggi tutto: I bisogni psicologici del personale sanitario a...

L'impatto psicologico della pandemia del coronavirus 2019 (COVID-19) deve essere riconosciuto accanto ai sintomi fisici per tutte le persone colpite. La teleassistenza, o più specificamente i tele-servizi sanitari per la mente, sono realizzabili in modo pratico e appropriati per il supporto di pazienti, familiari e sanitari durante questa pandemia.

Al 18 marzo 2020, c’erano >198.000 infezioni da COVID-19 registrate a livello globale e 7.900 decessi. Sintomi psicologici relativi al COVID-19 sono già stati osservati a livello di popolazione, compresi l'acquisizione del panico indotto dall'ansia e la paranoia riguardo alla partecipazione a eventi della comunità. Gli studenti, i lavoratori e i turisti a cui è stato impedito l'accesso alle loro istituzioni di formazione, ai luoghi di lavoro, alle abitazioni, rispettivamente, hanno sviluppato sintomi psicologici a causa dello stress, della ridotta autonomia e delle preoccupazioni su reddito, lavoro, sicurezza e così via. I governi cinese, singaporiano e australiano hanno messo in evidenza gli effetti collaterali psicologici del COVID-19 e hanno espresso preoccupazione per gli impatti a lungo termine dell'isolamento e per la paura e il panico nella comunità che potrebbero causare più danni del COVID-19.

In assenza di una cura medica per il COVID-19, la risposta globale è una semplice strategia di salute pubblica, l’isolamento per coloro che sono infetti o a rischio, un ridotto contatto sociale per rallentare la diffusione del virus e una semplice igiene come il lavaggio delle mani per ridurre il rischio di infezione. Anche se l'intervento primario di isolamento può [...]

Leggi tutto: Il ruolo della teleassistenza per ridurre la...

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Redazione: Daniela Cattaneo, Emanuela Porta, Lea;  

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