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Il nuovo coronavirus COVID-19 è oggetto di incanto e paura globali. Ci sta spingendo a mantenere la distanza sociale gli uni dagli altri mentre rappresenta un'esperienza storica che sarà condivisa dalla maggior parte delle persone vive sul pianeta nel 2020. Ciò che ricordiamo dell'esperienza, tuttavia, sarà modellato dal contesto sociale in cui viviamo e, a sua volta, quel contesto sociale modellerà il percorso della malattia nelle nostre comunità.

Gostin e Wiley hanno recentemente scritto su JAMA sui poteri della sanità pubblica quando [...]

[...] i governi devono chiudere scuole e imprese, limitare i viaggi e decretare di stare a casa. Questi poteri sono ora riassunti sotto il termine "distanza sociale", ma vengono implementati in modo diverso negli Stati Uniti e nel mondo. La Kaiser Family Foundation sta monitorando le azioni di distanziamento sociale adottate nei diversi stati degli Stati Uniti. Esse vanno dalle restrizioni alle grandi riunioni alla norma di stare a casa alla quarantena per i viaggiatori. Alcuni stati hanno sostenuta l’azione con il controllo o un’ampia messaggistica pubblica, mentre altri hanno scelto una posizione meno attiva. A livello internazionale, la gamma di politiche di distanziamento sociale è stata più ampia e ha incluso confinamento e localizzazione tramite i telefoni cellulari delle persone vicine alle persone infette. Queste misure hanno rispecchiato non solo l'estensione della malattia, ma anche la capacità e la volontà dei politici di attuare tali misure all'interno delle loro giurisdizioni.  

Tutto ciò ha portato a discussioni sulle azioni ideali che i governi dovrebbero intraprendere e sugli effetti attesi da tali azioni. Ma è difficile applicare un unico insieme delle migliori politiche a tutte le aree.

Ad esempio, per le persone che vivono in una zona rurale e già fanno gli acquisti di prima necessità due volte alla settimana, le regole che limitano lo spostamento per le compere essenziali ridurranno molto poco i contatti.

Allo stesso modo, per i giovani che vivono nelle aree urbane e partecipano regolarmente ad eventi ci potrebbe essere una riduzione significativa del numero dei contatti semplicemente vietando incontri con molti partecipanti.

Questa ampia variazione nelle linee di condotta - e nei loro effetti che dipendono dalla struttura sociale di base di un gruppo o di un'area - rappresenta una grande sfida per coloro che cercano di modellare il corso della pandemia in modo che i leader possano prepararsi di conseguenza. Il modello ampiamente pubblicizzato di Ferguson e colleghi dell'Imperial College di Londra ha fatto ipotesi sull'imposizione e sugli effetti del distanziamento sociale in tutta la popolazione e sulla sua durata; il modello dell'Institute for Health Metrics and Evaluation dell'Università di Washington presume che i tempi del picco del numero dei casi dopo un rigoroso distanziamento sociale, come quello imposto in Cina, Nord Italia e Spagna, saranno seguiti in altri luoghi che implementano un varietà di politiche di distanziamento sociale. Però altri modelli utilizzano ipotesi diverse su come le politiche di distanziamento sociale potrebbero limitare la diffusione del virus.

Gostin e Wiley, riassumendo su come bilanciare la salute e i diritti umani, fanno appello all'uso delle evidenze per individuare il percorso più legittimo. Scrivono che "sebbene non ci sia una risposta chiara, ci sono delle indicazioni: adottare rigorosi standard scientifici basati sulle migliori evidenze disponibili, prendere decisioni in modo trasparente ed equo, adottare le misure meno restrittive necessarie per proteggere la salute pubblica". Questa è certamente la strada corretta, eppure tali evidenze mancano finora di sufficienti dettagli per guidare le normative a livello locale.

Alcune limitate evidenze stanno emergendo dalla Cina, dove le province al di fuori dell’Hubei hanno implementato il lockdown, ordinato test diffusi e stanno assiduamente rintracciando le origini di nuovi casi e di eventuali contatti con chi potrebbe essere infetto. Questa ricerca e i diversi modelli chiariscono che, mentre tali pratiche possono rallentare la trasmissione del virus, attenuare il distanziamento sociale e riaprire le attività, anche con test e tracciabilità dei contatti in atto, può portare a rimbalzi nelle infezioni che potrebbero richiedere un distanziamento sociale ancora più rigoroso per invertire la tendenza. Pertanto, c’è bisogno di più evidenze e di ulteriori modelli per fornire informazioni ai responsabili delle decisioni su come facilitare al meglio il distanziamento sociale senza rischiare un rimbalzo ancora più costoso.

 

vai all'articolo originale: Social Distancing—What Would It Mean for It to Work? Melinda B. Buntin -JAMA Network - JAMA Health Forum April 15, 2020

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Redazione: Daniela Cattaneo, Emanuela Porta, Lea;  

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